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L'Iperrealismo di Carole Feuerman

 

Carole Feurmann  è considerata una figura pionieristica nel mondo della scultura iperrealista, che è emersa intorno al 1970 in relazione alla pittura fotorealista. Insieme a Duane Hanson,e John De Andrea,  è una delle migliori interpreti della raffigurazione scultorea scropolosamente fedele alla realtà. Mentre Hanson  ha utilizzato questo metodo per ottenere un arte dell'ironia Pop, e De Andrea ha esplorato le relazioni amorose tra uomini e donne, le sue sculture hanno sempre voluto  manifestare una bellezza naturale e un senso di pace interiore, in particolare delle donne, sole.

- Si dice spesso che l'arte riflette ciò che abbiamo dentro ed è una forma di espressione naturale per gli artisti:  cosa possiamo trovare di te  nelle  tue sculture?

CF: La fisicità è una parte enorme del mio lavoro. Parto dal desiderio di ritrarre  emozioni reali e stati fisici dell’essere umano: dalla pacifica serenità all’energia, dall’equilibrio al vigore.  Realizzo sculture di persone che  stanno bene nella propria pelle. Promuovo un’ idea di salute totale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la salute abbraccia un pacchetto completo di benessere fisico, mentale e sociale e non è semplicemente assenza di malattia o infermità. Una mente sana in un corpo sano, in altre parole.

-  La tua scultura è piena di contrasti: l'acqua e la condizione di dormiveglia, occhi chiusi e  il movimento. Puoi dirci di più su questo mix di elementi?

CF: L'acqua può essere molto rilassante, naturale e, come tema, si accompagna bene con la tonalità che  cerco per il mio lavoro. Io gioco con l'idea che  attività ordinarie-come la pulizia o il nuoto- possono mettere un individuo in contatto con le riflessioni ed i sentimenti più profondi. Le gocce contribuiscono a creare una presenza molto fisica nelle mie sculture. I nostri corpi sono costituiti principalmente di acqua. È l’elemento fondamentale per la vita sulla terra. L'acqua connette tutti noi attraverso questa necessità universale. Ha qualità spirituali.

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Le Impronte di Salvatore Ferragamo: tra Artigianato e Street Art

Cosa hanno in comune Ferragamo e la Street Art?

Semplice: la Creatività.

Partendo da questo presupposto il Collettivo Boca ha dato vita ad Impronte, un’inedita mostra, aperta al pubblico fino al 31 agosto, nel cuore di Bonito, paese natale di Salvatore Ferragamo.

È a Bonito che Ferragamo matura, già in tenera età,  la sua passione per le calzature, passione troppo grande da essere arginata nei confini dell'Avellinese. Lo stilista-calzolaio spopola ad Hollywood, per poi rientrare sul finire degli anni '20 nel Belpaese ed affidarsi alla maestria degli artigiani di  Firenze, dove sorge il negozio- laboratorio,  quartier generale dell'azienda, presso il Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni,  oggi sede del Museo Ferragamo, partner di Impronte.

Un ritorno alle origini, dunque, con 5  calzature simbolo della storia della moda e del design tutti italiani degli anni '30 e '40, ammirabili al Convento Francescano di Sant’Antonio.

Inglobando in maniera trasversale arte e artigianato, il collettivo Boca, gruppo di creativi ed esperti del mondo del contemporaneo, ha selezionato 5 artisti invitati a reinterpretare le storiche scarpe sotto forma di street art: Gola Hundun e la sua indagine sul mondo animale; Milu Correch e il lavoro sui temi floreali e sull’immagine femminile; Giulio Vesprini per le geometrie e il sapiente dosaggio dei colori; Tellas, amante dei pattern naturali. Ultimo, ma solo per cronologia, sarà l'intervento di Millo, previsto a chiusura mostra , con il suo meticoloso bianco e nero e tratto grafico.

Un dialogo tra moda d'autore e arte pubblica, quella degli street artist capaci di catturare sui loro murales le caratteristiche più peculiari del lavoro di Ferragamo.

Il progetto fortemente voluto dal Collettivo Boca e dal Comune di Bonito, valorizza l'artigianato di alta gamma , trovando un connubio coerente con le espressioni più innovative di arte. Qui il contemporaneo diventa  mezzo e fine per comunicare  e tramandare la figura e il lavoro di uno dei principali interpreti del made in Italy.

In un'epoca di loghi, massificazione della moda, e mancanza generale di capacità di creare tendenza, e rappresentare gusto ed eleganza italiani, un simile esperimento è un'iniezione di fiducia nelle risorse e nel genius loci di destinazioni nascoste che hanno tanto da raccontare.

 

 
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24 fermate per 24 opere

I cinque chilometri che collegano Svizzera e Germania, due comuni Weil am Rhein e Riehen e la Fondazione Beyeler e il Campus Vitra sono diventati un percorso artistico grazie alle installazioni di Tobias Rehberger.

Con il sostegno di Swatch, il progetto chiamato appunto Rehberger-Weg, scandisce 24 fermate attraverso 24 opere che invitano i partecipanti ad esplorare una biodiversità unica del paesaggio naturale e culturale.

Durante il percorso alveari, fontanelle, lampioni, oggetti del quotidiano riproposti in vena giocosa che fanno riflettere sul rapporto tra uomo e natura. Oggetti che l’uomo può toccare con mano, oggetti che raccontano storie, oggetti che hanno colori insoliti e che danno linguaggio alle forme.

http://www.24stops.info/en/intro

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Le nuove prospettive dell'Arte Contemporanea

Adriana Polveroni: giornalista, docente, saggista, esperta del mercato dell’arte e del fenomeno del collezionismo.

La incontriamo per analizzare le nuove prospettive dell'arte contemporanea veicolata dal web.

Se la rete ha un merito, unanimemente riconoscibile, è quello di aver reso orizzontale la fruizione e l'accesso ad informazioni di ogni tipo. 

E così anche il mondo del Contemporaneo può essere, almeno in una prima fase, approcciato da curiosi, appassionati, addetti e non addetti "ai lavori", tramite il digitale, a mo' di fonte. Cosa ne pensa?

"È vero. L'approccio, grazie al web, è molto più orizzontale, ma il rischio, appunto, è che rimanga tale. Scarso cioè di approfondimento. Calibrare questi due aspetti sul web non è facile e un altro rischio è un’eccessiva declinazione social del tutto."

Adriana è direttore di Exibart: testata di riferimento dedicata al contemporaneo. Rivista avanguardista: nata nel 2002 fu infatti la prima in Italia ad essere sviluppata esclusivamente per il web. Solo successivamente  ne è stata realizzata la versione cartacea.

Quali sono i principi cardini della linea editoriale portata avanti da Exibart?

"L’approfondimento insieme all’informazione. Cercare di fornire strumenti per leggere questo mondo che non è sempre così trasparente. Recensioni, quindi, accanto ad analisi su questioni che riguardano un pensiero sull’arte e sul sistema dell’arte."

Come la testata riesce ad essere al passo con la velocità della comunicazione virtuale? Mi spiego, spesso un redazionale è frutto di una visita all'evento artistico, o della conoscenza di personaggi legati all'arte. Come  bilanciare il momento dello studio, della ricerca con quello del confronto diretto con gli artisti e le loro esposizioni? 

"Lavorando in tempo reale, elaborando informazioni e idee in modo veloce. Il web ti obbliga a una rapidità che per altri media non è necessaria. Lo spazio della ricerca lo occupano per lo più i collaboratori, certi collaboratori, non tutti. Noi, interni, realizziamo qualcosa come una “narrazione di internet”, nel senso che questo diventa il nostro spazio fisico dove sperimentiamo quotidianamente idee, pratiche, il nostro sguardo, cercando di articolare un discorso. "

Le trasformazioni della società digitale non risparmiano nessun campo, men che meno quello degli spazi fisici destinati al commercio delle opere.

 Il valore delle gallerie è cambiato nel tempo. Le più prestigiose si danno un assetto quasi museale, altre sono delle mere vetrine, altre ancora vivono di fiere. Quale crede sarà il trend futuro per i luoghi adibiti alla vendita d'arte? 

"Penso che le fiere saranno sempre di più e che lo spazio fisico della galleria, a parte la necessità della rappresentanza, nella sua funzione, sia destinato ad estinguersi. La stessa rappresentanza sarà sempre più una vetrina globale e trasversale, non contestualizzata."

Artrooms è in linea con la “profezia” della direttrice di Exibart e, proprio per prepararsi ai radicali cambiamenti cui assisteremo negli anni a venire, ha appena  lanciato ArtLovers: una piattaforma in grado di trasferire online eventi creati e gestiti direttamente da galleristi, curatori ed artisti, pronti ad essere promossi agli amanti dell'arte. Un’occasione per connettere la nostra agenda agli appuntamenti artistici internazionali.

Chi naviga su Artlovers troverà anteprime, biglietti d'ingresso, cataloghi digitali, dettagli sull'artista ed approfondimenti. Un’esperienza virtuale, dunque, che completa, non sostituisce, quella reale, unendo le figure, spesso slegate, che ruotano attorno al mondo dell’arte.

Seguici su www.artlovers.online

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The new perspectives in Contemporary art

Adriana Polveroni: journalist, professor, essayist, expert of art market and art collecting.

We meet her to analyze the new perspectives of Contemporary art spread through the web.
 
If the network has a merit, unanimously recognized, is that of making horizontal the enjoyment and access to all kinds of information.
And so the world of Contemporary can be, at least in a first stage, approached by curious, enthusiasts, professionals and non-professionals, through digital, as a source. What do you think?
 
"It's true. The approach, thanks to the web, it is much more horizontal, but the risk, of course, is that it remains horizontal, lacking in depth. To balance these two aspects on the web is not easy, and another risk is  an excessive "social" declination."
 
Adriana is director of Exibart: leading magazine dedicated to contemporary art. Born in 2002, it was  the first online publication in Italy to be developed exclusively for the web. Only few years later it came the paper version.
What are the basic principles of your editorial policy for Exibart?
"In-depth analysis together with information. We try to provide suggestions  to read this world that is not always that clear. Reviews,  focus on issues about art and art system."
 
How the magazine is able to keep up the speed of virtual communication? I mean,  an editorial it is often the result of a visit to an artistic event, or the knowledge of the related artists. How to manage  the time of the study, research with the direct discussion with the artists?
"Working in real time, processing information and ideas quickly. The web forces you to sustain a speed that for other media is not required. The research area is covered mostly by the employees, certain employees. We produce something like a "networked narrative", meaning that this becomes our physical space where we experience daily ideas, practices,  trying to articulate a conversation."
 
The transformations of the digital society affect also  the physical spaces addressed to art-works trade.
The value of the galleries has changed over time. The most prestigious are given an almost museum asset, others are mere shop windows, still others "survive" just with fairs. What  will be the future trend for art sale?
 
"I think that the fairs will be more and more and that the physical space of the gallery, apart from the necessity of representation, in its function, will disappear. The same representation will be increasingly a global and transverse showcase, not contextualized. "
 
Artrooms is in line with the "prophecy" of Exibart director and, in order to be prepared for radical changes that we will experience over the coming years, it has just launched ArtLovers: a platform able to transfer online events created and managed directly from gallery owners, curators and artists, ready to be promoted to art lovers. An opportunity to connect our agenda to international artistic events.
People across Artlovers find previews, tickets, digital catalogs, details about the artist and insights.  A virtual experience, that does not replace but completes the real one, by combining the figures, often unrelated, which turn around the art world.
 
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Cortona On The Move

È giunta alla sesta edizione il festival internazionale di fotografia di Cortona.

Una carrellata di eventi, workshop, mostre e letture animeranno il borgo aretino dal prossimo 14 luglio al 2 ottobre.

Nato nel 2011 da un'idea dell'associazione culturale ONTHEMOVE, il progetto Cortona On The Move – fotografia in viaggio ha lo scopo di valorizzare e celebrare l'eccellenza della fotografia contemporanea attraverso la qualità e la ricerca dei contenuti. Protagonisti quest'anno decine di mostre dei più importanti fotografi italiani e internazionali e la possibilità di seguire workshop con i professionisti del settore.

Ma Cortona On The Move si rivolge anche giovani emergenti che avranno la possibilità di esporre insieme ad importanti fotografi grazie al Circuito Off ed ad avere un prestigioso giudizio con le letture portfolio.

Inoltre, come ogni anno, verrà eletto il vincitore di Happiness On The Move, il premio internazionale legato al festival e capitanato da un'autorevole giuria. Tema di quest'anno: LA FELICITA'

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